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Ultima

26\ago\2011

Beh complimentoni Fede! Che dire! Quest’estate speriamo di dimenticarla, come lei si è dimenticata di te…

E di tutti i bei progetti, i bei propositi e i pensieri ne è rimasta solo una pila di libri… Tutto troppo breve e poco intenso, confuso e intricato che i miei capelli sono rimasti impigliati nel caos distuttivo e ora sono pieni di doppie punte e dovrò nuovamente tagliarli!

Non ho fatto esercizio fisico

non ho studiato

non ho imparato a cucire

non ho imparato il rumeno

non ho scritto il libro che tanto decantavo che avrei abbozzato

non ho frequentato assiduamente la spiaggia

non mi sono abbronzata

non ho imparato a usare il fil di ferro

non ho fatto shopping!!!

Mmmm…siamo sicuri che la ruota gira anche per me? Perchè io mi sento tanto un criceto….

LA VITA FACILE

Sabato scorso ero già pronta ed entusiasta per andare al cinema a vedere Dylan Dog.

Invece i miei piani sono stati boicottati dalle mie colleghe amatissime che mi hanno costretta alla visione di “La vita facile”.

Protagonista il trio Favino-Puccini-Accorsi .

Mi è risultata una commedia abbastanza scontata in cui un medico italiano(Accorsi) sceglie di esercitare la propria professione in Africa, presto verrà raggiunto dal suo vecchio amico e collega (Favino) che fugge dopo essere venuto meno all’etica professionale e alla legge italiana. Entrambi gli uomini sono legati a Ginevra (Puccini) chi legalmente e chi sentimentalmente.

Il film presenta il solito triangolo amoroso e non inquadra nessun personaggio dal punto di vista realmente introspettivo, insomma una caratterizzazione abbastanza superficiale, facile così come facile risulterà per i personaggi prendersi gioco l’uno dell’altro e facile sarà anche lo stile di vita di cui andranno alla ricerca, pieno di griffe, lusso e ostentazioni, arrivando a sorpassare i limiti etici, geografici e legali.

Il presente e il passato si intrecciano nella prima parte del film attraverso pochi e lunghi flashback e “La stagione dell’amore” di Battiato quale colonna sonora risulterà l’unica nota positiva dello spettacolo affiancata alla fotografia di alcuni paesaggi africani.

Mancano delle scene realmente divertenti, infatti le poche che presenti sembrano abbastanza forzate.

Positiva anche la recitazione dei personaggi, Accorsi e Favino meriterebbero di prendere parte a film più impegnativi, la sensualità della Puccini è pari a quella uno scarpone e nel ruolo interpretato lascia molto a desiderare.

Credo che il film sarebbe stato molto più interessante se il soggetto fosse stato trattato in modo migliore e magari più approfonditamente, nonostante tutto non la considererei una pellicola da cestinare, anche perché, contrariamente le mie aspettative, pur avendo delle riserve per la commedia italiana, non mi sono addormentata.

Comunque 7 euro per questo film è davvero uno spreco.

17 mar 2011

Così il nostro caro Bel Paese ha compiuto 150 anni.

In strada un tripudio di bandiere esposte ai balconi e alle vetrine, come se una bandiera potesse cambiare il corso degli eventi. Ci preoccupiamo sempre di noi e dei nostri bisogni, anche quando la Libia geme, il Canada si inquina ed il Giappone piange al buio, con i visi moderatamente composti, nell’aria decadente.

Porgo i miei più sinceri auguri all’Italia, ma gli italiani dove sono?

 

03 mar 2011

Piove. E non c’è altro che acqua fuori e dentro.

Aspetto con ansia la fine dell’inverno, così come ho atteso il suo inizio, e spero che ci siano delle soddisfazioni e delle gratificazioni  al di là di un 17 marzo, del Mediterraneo, della Puglia e dell’Abruzzo.

E mentre manca troppa giustizia a questo mondo io continuo a cercare la sfera del drago che mi faccia ritornare la consapevolezza di quello che sto facendo e mi proietti nel Carnevale.

Una bella maschera è quello che mi ci vuole.

 

” Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue
mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto
sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
i miei amici continuavano a camminare ed io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.” (E. Munch)

08\feb\11

Almeno oggi non seguirmi, almeno oggi lasciami da sola a consolare il mio stomaco per un altro brutto sogno.
Almeno oggi non toccarmi, ho ricoperto la mia pelle di spine, il mio morso è velenoso ed è fatale la mia morsa.
Almeno oggi il mio passo sarà lento, così che tu possa ammirare questo divenire piano e non potrai sapere…
Romperò le collane di parole, venderò i bracciali a chi li vuole,  la tua voce sarà un nastro d’ acqua al sole e le tue mani per i miei piedi, per i miei piedi statue di sale.

07\feb\11

È da un po’ che ho perso il mio quaderno, quello su cui passavo la vita nel mio Medio Evo. Probabilmente si è nascosto perché io non imbratti quel piccolo spazio vuoto che avevo conservato, probabilmente non sa che ho chiesto una pausa di riflessione alla mia bic, il foglio virtuale è una tentazione che ritorna e a cui ho deciso di cedere per ora.

Le rimarrò comunque sempre fedele.

Fedele, che poi è un aggettivo che non è tra i miei prediletti, non come evanescente.

Rileggerei con piacere gli anni trascorsi nel buio, altri buoni motivi per compiacermi della mia evoluzione darwiniana, non riuscendo comunque ad adattarmi. Il grande paradosso, più paradossale della fisica tradizionale, più dei paradossi di Zenone e di quelli di Kant .

Mi è inevitabile pensare ai cambiamenti che si sono susseguiti in questi anni, incentivati dalla mia sete di cambiamento e dalla fame di libertà. Ed  ora qui, da un lato i monti, dall’altro il mare, macerie e saggezza, solitudine e  tanta stanchezza; e poi una nuvola esce dall’ orecchio e se avessi scelto diversamente chi sarei ora?

Un uragano fatta d’aria calda mi trascina via, senza che io possa respirare, le finestre risuonano e mi riportano a questa stanza quadrata, a questo secondo piano di questo palazzo marcio e tremolante…..

Storia ridondante…

06\feb\11

Ebbene, inauguro anche questo foglio virtuale.

Con corrispettivo cambio di location, giusto per esorcizzare la nebbia del cambiamento che oltre ad infestare queste strade, la notte si prende cura delle mie orecchie.

Un altro Febbraio prende il via e quanto avrei da scrivere fin qui, ma freno questi tasti come non riesco invece a fermare la lingua.

Un’altro mattino sta per bussare sui miei occhi, ma saranno già aperti e non verrò colta di sorpresa questa volta.

I get lost in the beauty
Of everything i see
The world aint as half as bad
As they paint it to be
If all the sons
If all the daughters
Stopped to take it in
Well hopefully the hate subsides and the love can begin
It might start now..Yeahh
Well maybe Im just dreaming out loud

8 marzo

The
Waste land
Ciò che
ora mi si addice di più, gente che cammina presa dalla fretta, per il ponte
della città. Quando l’orologio scandisce il tempo che frenetico incalza…
E’
come cercare di ballare una canzone dal ritmo troppo veloce per poter tenere il
passo, come cantare una canzone ska giapponese.
Mentre
il resto del mondo cammina e non si cura di me io mi sono seduta, estenuata, e
ho perso gli altri.
Solo
una cosa desidero più di qualunque altra cosa in questi giorno, una. Mi è
lontana. E mi allontano anche io.
Rivedo
l’immagine del protagonista a cui vengono aperti gli occhi, costretto a provare
un dolore artificiale, guarda il male, guarda il bene, sente il tempo.
E l’unica
consolazione che provo è questa.
Sarà
pur vero che orchi e streghe sono soli? Ho scoperto solo l’acqua calda.
Mi
accorgo che in questa casa qualcuno ha ragione, meglio ignorare, questo è il
segreto della felicità, scrivendo una storia parallela a quella del mondo ed
ecco Hollywood, l’immagine che mi mancava, le impronte delle star..
Chi
prenderà in esame questa malattia? Chi la curerà?
Kant,
il binomio felicità e bene, Italia che viene e Italia che va, elezioni, liste,
censure, sogni , baci, tradimenti, sorrisi, pagine, tante pagine e amicizie che
mi vengono sequestrate!
Sono
sazia, veramente, sono piena, sono satura, sono colma, sono davvero…davvero…
Mi
costa un sacco esplicitare un muro fatto di crepe e tessuti smagliati.
Ancora
una volta mi sono illusa di poter essere forte, ancora una volta ho indossato
la maschera beffarda e ho camuffato la paura, ancora una volta è ritornato il
gelo in questa stanza.
le
leggi della termodinamica sono consolazioni! Dove è tutto questo calore che
viene dissipato?? Dove sta tutta questa entropia in aumento?? Io vedo gli atomi
perfettamente allineati, la materia solida come ghiacchio. E’ tutto
tremendamente relativo e convenzionale in questa vita. Tutto così ingiusto e seccante.
Ogni “exit”
conduce nello stesso posto.
In
trappola. Tana!

07/01/10

Non sopportavo i miei incubi,erano comunque pur sempre miei.
Ora mi accorgo che i sogni possono fare più male,
rappresentano i nostri desideri, le nostre speranze e le mere utopie.
Non è una visione romantica svegliarsi feriti nel profondo,
ammettere una sconfitta più amara della realtà.
Ma il tempo scorre, passa e come un fiume porta via tutto o
solo quello che noi vogliamo sia portato via. Il fiume è in magra
paradossalmente, le piogge sono rade e molto brevi, la piena è ancora lontana
ed io saprò aspettare, come sempre nella mia vita. Imparerò a reagire con più
forza e le mie ustioni continueranno ad esserci e a ricordarmi i tempi passati,
come una vecchia canzone, il castello fatato di quando ero piccola. Lascerò che
la pelle guarisca da sola, che i tagli si rimargino e i vuoti si ricostruiscano
parzialmente.
Non trovo una ragione nell’essenziale, non capisco il perché
delle azioni masochiste ed autodistruttive,non trovo il motivo delle stupide
parole e dei pensieri di consolazione se poi ogni fatto, ogni gesto è un
insulto all’ orgoglio alla propria dignità , non trovo il perché di questo
strano comportamento animale. Perciò smetto di usare allusioni, perché
comunicare è complicato, si fa strada come un ricorso storico questa mia voglia
di chiarezza e di abbaglianti in questa nebbia.
Fatti da parte comprensione, perché è ora di incontrare
indifferenza.
 
I’m just an insect
Trying to get out of the night

14\129

Quanto
cavolo è passato dal 4 ottobre!…
Sono trascorsi due mesi, ormai è l’iniziazione è stata già compiuta ed io mi
sento debilitata e stranita.
Sono gli ultimi giorni, ormai manca poco e tra qualche centinaio di ore sarò a
casa… dopo due mesi. E’ stata sì una prova di coraggio e sta finendo e
assaporo inconsciamente già da ora quei momenti lì, non l’avrei detto che mi
sarebbe mancato così tanto proprio ora, ma sono contenta così.
Una sana voglia di scrivere non mi abbandona. Lei mi ha tenuto compagnia in
queste settimane, l’unica che riesce a reggere il mio carattere e a sostenere
il peso delle miei pensieri contorti.
Chissà la cara compagna di banco Filosofia che farà ora…o meglio cosa farò io
senza di lei..o Analisi..è sempre così, prima si odiano, poi si
rimpiangono…ma non commetterò errori :)
Il mio spirito si sta svolgendo ancora, seguendo la sua fenomenologia.

E a
Natale si sa…tutto diventa possibile, perfino iscriversi su facebook, perfino
dire basta una volta per tutte, perfino trovare quello che da tempo si è
anelato, perfino ricominciare a sognare, perfino ritornare a volgere un saluto
al vecchio mare..

Quanto
ancora ho da imparare…

 

 

Tears
streaming down your face
When you
lose something you cannot replace
Tears
streaming down your face and I
Tears
streaming down your face
I promise
you I will learn from my mistakes
Tears
stream down your face and I
Lights
will guide you home
And
ignite your bones
And I
will try to fix you
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