Buonanotte

Scusa.
Se magari sono strana.
Se non mi comporto come dovrei.
Se ti chiedo scusa.
Se ho la testa che scoppia e so che scoppiando scoppieresti.
E magari poi lo leggerai quello che voglio dire. E spero che ci riesca. Perchè non sono brava con le parole.
E se fosse andata diversamente?
Magari non sarei qui a scrivere cose incomprensibili agli occhi di chi legge. E magari anche ai tuoi. Che non puoi sempre leggere tra le righe.
Non dubitare… sono sincera. Purtoppo e per fortuna.
Non porti domande.
E non porle neanche a me. Non ti saprei rispondere. E non c’ è più chi mi suggerisce qui con me.
Un accordo? Un compromesso?
Forse è troppo.Scusa.
Forse lo sai perchè sei me.
Forse lo sai perchè sei come me.
O forse semplicemente lo sai perchè mi ascolti.
 
Certe Notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei.
Certe notti la strada non conta e quello che conta è sentire che vai.
Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei.
Certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai.
Certe notti fai un po’ di cagnara che sentano che non cambierai più.
Quelle notti fra cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu.
Certe notti c’hai qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà.
Certe notti coi bar che son chiusi al primo autogrill c’è chi festeggerà.
E si può restare soli, certe notti qui, che chi ‘accontenta gode, così così.
Certe notti o sei sveglio, o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è.
Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te.
C’è la notte che ti tiene tra le sue tette un po’ mamma un po’ porca com’è.
Quelle notti da farci l’amore fin quando fa male fin quando ce n’è.
Non si può restare soli, certe notti qui, che se ti accontenti godi, così così.
Certe notti son notti o le regaliamo a voi, tanto Mario riapre, prima o poi.
Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui, certe notti….
Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi
quelle notti son proprio quel vizio che non voglio smettere, smettere, mai.
Non si può restare soli, certe notti qui, che chi s’accontenta gode, così, così.
Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui…
 
vuoi un gelato?
T0T
pinolo, cioccolato, spumone.
Grazie.
 
 
Certe sere lo sai
a casa non tornerei
una preghiera non c’è per non sentire il vuoto in me
ci si arrampica ai sogni, ma si cade giù
e con i lividi addosso poi non si vola più

E poi mi dicono ancora
non eri quella per me
ma che ne sanno di noi di come vivo senza te
il tuo profumo sul letto non vuole andare via
e certe sere ho paura di che sarà di me

Chi mi darà la sua mano a chi darò la mia mano
io non so più se una risposta c’è
se nascerà ancora il mondo se salirò dal mio fondo
io te lo giuro sai ho paura
di che sarà di me

E un altra notte e già qui
sulla mia cena a metà
sulle parole che tu avrai scordato ovunque sei
e questo freddo che ho dentro è già una malattia
in questo mondo sbagliato tu non sei più mia

Chi mi darà la sua mano a chi darò la mia mano
io non so più se una risposta c’è
se nascerà ancora il mondo se salirò dal mio fondo
io te lo giuro sai ho paura
di che sarà di me

Non potrò scordarti mai mentre il mondo scorda me
ora che tu non ci sei
dimmi che sarà di me
… rinascerà ancora il mondo, risalirò dal mio fondo
ma te lo giuro sai, ho paura di che sarà di me

Io te lo giuro

ammazzi le zanzare? e i vermetti rossi?

matura? non abbastanza direi…

 

Dolce sentire come nel mio cuore
ora umilmente sta nascendo amore
Dolce capire che non son più solo,
ma che son parte di una immensa vita
che generosa risplende intorno a me:
dono di lui, del suo immenso amor. (2 v.)

Ci ha dato il cielo e le chiare stelle,
fratello sole e sorella luna,
la madre terra con frutti, prati e fiori,
il fuoco, il vento, l’ aria e l’ acqua pura,
fonte di vita per le sue creature:

Sia laudato nostro Signore,
che ha creato l’universo intero
Sia laudato nostro Signore,
noi tutti siamo sue creature:
dono di lui, del suo immenso amor
Beato chi lo serve in umiltà.

si piange???

purtroppo…

non si  può mica controllare tutto a questo mondo ToT

VIA

Vai piano. A 80! Vai piano!

tutta tua

I’m not afraid
Of anything in this world
There’s nothing you can throw at me
That I haven’t already heard
I’m just trying to find
A decent melody
A song that I can sing
In my own company

I never thought you were a fool
But darling look at you
You gotta stand up straight
Carry your own weight
These tears are going nowhere baby

You’ve got to get yourself together
You’ve got stuck in a moment
And now you can’t get out of it

Don’t say that later will be better
Now you’re stuck in a moment
And you can’t get out of it

I will not forsake
The colors that you bring
The nights you filled with fireworks
They left you with nothing
<a href="http://www.lyricsmania.com&quot; title="Lyrics">Lyrics</a>

I am still enchanted
By the light you brought to me
I listen through your ears
Through your eyes I can see

And you are such a fool
To worry like you do
I know it’s tough
And you can never get enough
Of what you don’t really need now
My, oh my

You’ve got to get yourself together
You’ve got stuck in a moment
And you can’t get out of it

Oh love, look at you now
You’ve got yourself stuck in a moment
And you can’t get out of it

I was unconscious, half asleep
The water is warm ‘til you discover how deep

I wasn’t jumping, for me it was a fall
It’s a long way down to nothing at all

You’ve got to get yourself together
You’ve got stuck in a moment
And you can’t get out of it

Don’t say that later will be better
Now you’re stuck in a moment
And you can’t get out of it

And if the night runs over
And if the day won’t last
And if our way should falter
Along the stony pass

And if the night runs over
And if the day won’t last
And if your way should falter
Along this stony pass

It’s just a moment
This time will pass


 

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o°angoli di cielo°o

Qualcosa c’è che ti fa paura e rende incerto il tuo volo.
Sarà l’idea
e il tempo si consuma e all’improvviso sei solo,come un attore ha scelto il ruolo di chi è sicuro di se, e sai benissimo che la tua arte è nella parte fragile di te.
Cerca angoli di cieli fantastiche visioni, per dare nuova luce ai tuoi occhi, lasciando entrare tutte le emozioni senza far finta che l’amore non ti tocchi.
Prendi tutti i sogni dal frastuono di ogni giorno, cerca tra la gente le parole, segui la tua vita, non lasciarla andare, ora e minuto.
Perchè non c’è nessuna differenza se vinci o se perdi,quello che conta che ha più importanza essere quello che sei.
Cerca angoli di cieli fantastiche visioni, per dare nuova luce ai tuoi occhi;
lasciando entrare tutte le emozioni senza far finta che il dolore non ti tocchi.
Prendi tutti i sogni dal frastuono di ogni giorno, cerca tra la gente le parole
ama la tua vita non lasciarla andare ora e minuto
Prendi tutti i sogni dal frastuono di ogni giorno cerca in ogni notte un po’ di sole ama la tua vita, non lasciarla andare, ora è il momento,
non aspettare.

 

TIROMANCINO

IL CINQUE MAGGIO

IL CINQUE MAGGIO
 Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,

  muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie’ mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.

  Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:

  vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.

  Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.

  Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.

  La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;

  tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.

  Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.

  E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e d’indomato amor.

  Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;

  tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!

  Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!

  E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de’ manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.

  Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;

  e l’avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò.

  Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.

  Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

                                          Alessandro Manzoni