07/01/10

Non sopportavo i miei incubi,erano comunque pur sempre miei.
Ora mi accorgo che i sogni possono fare più male,
rappresentano i nostri desideri, le nostre speranze e le mere utopie.
Non è una visione romantica svegliarsi feriti nel profondo,
ammettere una sconfitta più amara della realtà.
Ma il tempo scorre, passa e come un fiume porta via tutto o
solo quello che noi vogliamo sia portato via. Il fiume è in magra
paradossalmente, le piogge sono rade e molto brevi, la piena è ancora lontana
ed io saprò aspettare, come sempre nella mia vita. Imparerò a reagire con più
forza e le mie ustioni continueranno ad esserci e a ricordarmi i tempi passati,
come una vecchia canzone, il castello fatato di quando ero piccola. Lascerò che
la pelle guarisca da sola, che i tagli si rimargino e i vuoti si ricostruiscano
parzialmente.
Non trovo una ragione nell’essenziale, non capisco il perché
delle azioni masochiste ed autodistruttive,non trovo il motivo delle stupide
parole e dei pensieri di consolazione se poi ogni fatto, ogni gesto è un
insulto all’ orgoglio alla propria dignità , non trovo il perché di questo
strano comportamento animale. Perciò smetto di usare allusioni, perché
comunicare è complicato, si fa strada come un ricorso storico questa mia voglia
di chiarezza e di abbaglianti in questa nebbia.
Fatti da parte comprensione, perché è ora di incontrare
indifferenza.
 
I’m just an insect
Trying to get out of the night