8 marzo

The
Waste land
Ciò che
ora mi si addice di più, gente che cammina presa dalla fretta, per il ponte
della città. Quando l’orologio scandisce il tempo che frenetico incalza…
E’
come cercare di ballare una canzone dal ritmo troppo veloce per poter tenere il
passo, come cantare una canzone ska giapponese.
Mentre
il resto del mondo cammina e non si cura di me io mi sono seduta, estenuata, e
ho perso gli altri.
Solo
una cosa desidero più di qualunque altra cosa in questi giorno, una. Mi è
lontana. E mi allontano anche io.
Rivedo
l’immagine del protagonista a cui vengono aperti gli occhi, costretto a provare
un dolore artificiale, guarda il male, guarda il bene, sente il tempo.
E l’unica
consolazione che provo è questa.
Sarà
pur vero che orchi e streghe sono soli? Ho scoperto solo l’acqua calda.
Mi
accorgo che in questa casa qualcuno ha ragione, meglio ignorare, questo è il
segreto della felicità, scrivendo una storia parallela a quella del mondo ed
ecco Hollywood, l’immagine che mi mancava, le impronte delle star..
Chi
prenderà in esame questa malattia? Chi la curerà?
Kant,
il binomio felicità e bene, Italia che viene e Italia che va, elezioni, liste,
censure, sogni , baci, tradimenti, sorrisi, pagine, tante pagine e amicizie che
mi vengono sequestrate!
Sono
sazia, veramente, sono piena, sono satura, sono colma, sono davvero…davvero…
Mi
costa un sacco esplicitare un muro fatto di crepe e tessuti smagliati.
Ancora
una volta mi sono illusa di poter essere forte, ancora una volta ho indossato
la maschera beffarda e ho camuffato la paura, ancora una volta è ritornato il
gelo in questa stanza.
le
leggi della termodinamica sono consolazioni! Dove è tutto questo calore che
viene dissipato?? Dove sta tutta questa entropia in aumento?? Io vedo gli atomi
perfettamente allineati, la materia solida come ghiacchio. E’ tutto
tremendamente relativo e convenzionale in questa vita. Tutto così ingiusto e seccante.
Ogni “exit”
conduce nello stesso posto.
In
trappola. Tana!
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