LA VITA FACILE

Sabato scorso ero già pronta ed entusiasta per andare al cinema a vedere Dylan Dog.

Invece i miei piani sono stati boicottati dalle mie colleghe amatissime che mi hanno costretta alla visione di “La vita facile”.

Protagonista il trio Favino-Puccini-Accorsi .

Mi è risultata una commedia abbastanza scontata in cui un medico italiano(Accorsi) sceglie di esercitare la propria professione in Africa, presto verrà raggiunto dal suo vecchio amico e collega (Favino) che fugge dopo essere venuto meno all’etica professionale e alla legge italiana. Entrambi gli uomini sono legati a Ginevra (Puccini) chi legalmente e chi sentimentalmente.

Il film presenta il solito triangolo amoroso e non inquadra nessun personaggio dal punto di vista realmente introspettivo, insomma una caratterizzazione abbastanza superficiale, facile così come facile risulterà per i personaggi prendersi gioco l’uno dell’altro e facile sarà anche lo stile di vita di cui andranno alla ricerca, pieno di griffe, lusso e ostentazioni, arrivando a sorpassare i limiti etici, geografici e legali.

Il presente e il passato si intrecciano nella prima parte del film attraverso pochi e lunghi flashback e “La stagione dell’amore” di Battiato quale colonna sonora risulterà l’unica nota positiva dello spettacolo affiancata alla fotografia di alcuni paesaggi africani.

Mancano delle scene realmente divertenti, infatti le poche che presenti sembrano abbastanza forzate.

Positiva anche la recitazione dei personaggi, Accorsi e Favino meriterebbero di prendere parte a film più impegnativi, la sensualità della Puccini è pari a quella uno scarpone e nel ruolo interpretato lascia molto a desiderare.

Credo che il film sarebbe stato molto più interessante se il soggetto fosse stato trattato in modo migliore e magari più approfonditamente, nonostante tutto non la considererei una pellicola da cestinare, anche perché, contrariamente le mie aspettative, pur avendo delle riserve per la commedia italiana, non mi sono addormentata.

Comunque 7 euro per questo film è davvero uno spreco.

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17 mar 2011

Così il nostro caro Bel Paese ha compiuto 150 anni.

In strada un tripudio di bandiere esposte ai balconi e alle vetrine, come se una bandiera potesse cambiare il corso degli eventi. Ci preoccupiamo sempre di noi e dei nostri bisogni, anche quando la Libia geme, il Canada si inquina ed il Giappone piange al buio, con i visi moderatamente composti, nell’aria decadente.

Porgo i miei più sinceri auguri all’Italia, ma gli italiani dove sono?

 

03 mar 2011

Piove. E non c’è altro che acqua fuori e dentro.

Aspetto con ansia la fine dell’inverno, così come ho atteso il suo inizio, e spero che ci siano delle soddisfazioni e delle gratificazioni  al di là di un 17 marzo, del Mediterraneo, della Puglia e dell’Abruzzo.

E mentre manca troppa giustizia a questo mondo io continuo a cercare la sfera del drago che mi faccia ritornare la consapevolezza di quello che sto facendo e mi proietti nel Carnevale.

Una bella maschera è quello che mi ci vuole.

 

” Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue
mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto
sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
i miei amici continuavano a camminare ed io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.” (E. Munch)