21/01/2013

È un’esigenza che sento quella di scrivere, probabilmente lo faccio in modo incostante, forse perché sono io incostante?

Eppure non riesco a separarmi da questo spazio, che occupa un piccolo posto nella rete e nel mio cuore.  Non credo di essere stata più sentimentale di ora, nonostante mi sforzi e faccia fatica a mostrarmi diversamente.  Si avvicina carnevale, sarà per quello che ritorno a scrivere?

Insomma i poli si sono davvero invertiti e il mondo è finito realmente, ma forse prima del 21 dicembre. Il 2012 mi ha lasciata. Ed è stato un anno bellissimo, come pochi ce ne sono stati. Come Max Pezzali non ho nessun rimpianto, vorrei che questo nuovo anno sia un prolungamento di quello appena trascorso, che mi porti delle ciliegie e un caffè in ghiaccio con latte di mandorla.

Mi sono laureata, sono di nuovo per strada, come lo ero dopo la maturità. Spero almeno di trovare delle indicazioni, dei segnali di precedenza e degli stop.

Ma davvero ho perso quello che avevo? Come posso essere cambiata così tanto? Le risposte non mi appartengono. Così come non mi appartiene la foto del neonato. E non mi appartengono i miei pensieri, né questo anello, né questo smalto. Sono stata fraintesa, anche questa volta e ne sono certa, nella pochezza delle mie parole. Il silenzio mi soffoca, come le urla che ho in gola.  Forse le lascerò andare insieme allo scirocco.

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