24/01/13

Qual è il problema migliore e più salutare che potrei avere in questo momento?

Ebbene faccio finta di non conoscere la risposta. Devi studiare o rimarrai una capra disoccupata a vita!!!!!

Beh certo Rob Brezsny dice di mettere le perdite di tempo sotto il 5% delle mie attività quotidiane e io seguo alla lettera il suo invito. Tanto che decido di pubblicare un post (io che ho fatto passare sempre mesi se non anni dalla pubblicazione tra un post e l’altro). Quanto non mi sopporto.

La colpa è di Seneca!

Perché se io non leggessi quello che leggo e non facessi le associazioni mentali che faccio, starei meglio. Quindi la domanda è: perché studiavo a scuola? Potevo rimanere ignorantessa, che sarei campata sicuramente più di 100 anni e il mio unico problema salutare sarebbe stato…boh, non ci sarebbe stato.

Delle volte invidio chi ha una mente multivan, che riesce ad aprire e chiudere cassetti a comando e riesce a dare alle cose il giusto peso. La mia bilancia invece è rotta. Devo usare quella biologica, ma anche quella come l’orologio è rotta già da mesi.

Virginia Woolf sarebbe stata fiera di me. E forse anche innamorata, dato le persone che sono solita attrarre.

Insomma Seneca.

Hai (tu chi? Boh, forse tu, turista per caso che cercavi l’immagine di Klimt e ti sei imbattuto per tua sfortuna in questo caos), hai presente quando vai a Parigi e ti metti al centro degli champs elysèe, di fronte l’arco di trionfo e resti fermo a tuo rischio e pericolo mentre il traffico scorre a destra e a sinistra? Io mi sento così e non riesco a farci nulla. Rimango ferma mentre tutto si muove (sbandando ti cerco in tutti i canali). Chi mi sta attorno va avanti, gira pagina, inizia e finisce capitoli, cambia libro. Io sono ferma allo stesso paragrafo da un po’. Poi lascio il libro, lo riprendo dopo qualche giorno e non ricordo più  dove ero arrivata, allora rileggo da capo le stesse parole, poi leggo qualche riga in più dell’ultima volta e mi addormento…

In tutti sicuramente c’è un pizzico di masochismo, ma io ne ho in eccesso. E mi pento quando ormai è troppo tardi e cerco di riassemblare i cadaveri che ho squartato e di rimettere le teste alle persone e i cappucci alle  penne. Così, con questo spirito di cambiamento cerco disperatamente di allontanarmi da casa e dalla gente che conosco. Di intraprendere nuovi percorsi perché sicuramente saranno quelli giusti, che mi faranno sentire bene.

Ma Seneca poi arriva e distrugge tutto!

Sicuramente neanche lui se la passava egregiamente, così ha rivelato la verità, non che noi non la sapessimo già o che non l’avremmo mai scoperta. Dovunque andiamo, in qualsiasi posto ci ripariamo, per quanto possiamo viaggiare, conoscere e imparare se siamo noi le persone da cui fuggiamo nessun posto sarà quello giusto.

E tu corri, da qualcuno che ti insegue, hai l’affanno, sei allo stremo delle forze, non puoi fare altro che arrenderti e fermarti e quando alle spalle senti l’affanno e la presenza dell’altro e ti volti ti accorgi che quel qualcuno sei tu.

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Un pensiero su “24/01/13

  1. Corriamo corriamo, ma come nel più banale degli incubi, rimaniamo fermi nello stesso punto, e voltandoci ci accorgiamo che il mostro/il ladro/l’assassino sono a un palmo dal nostro viso…è sempre cosi…da Seneca fino a oggi le nostre paure e le nostre ansie sono sempre le stesse…il trucco è cercare di svegliarsi e affrontare noi stessi momento x momento 😉

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